Il Rosario
Compendio di tutto quanto il Vangelo
nascita, vita, passione, resurrezione di Nostro Signore Gesù
Pensieri sulla preghiera del Rosario
San Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, disse:
“Enunciare il mistero, e magari avere l'opportunità di fissare contestualmente un'icona che lo raffiguri, è come aprire uno scenario su cui concentrare l'attenzione.
Le parole guidano l'immaginazione e l'animo a quel determinato episodio o momento della vita di Cristo. Nella spiritualità che si è sviluppata nella Chiesa, sia la venerazione di icone che le molte devozioni ricche di elementi sensibili, come anche lo stesso metodo proposto da sant'Ignazio di Loyola negli Esercizi Spirituali, hanno fatto ricorso all'elemento visivo e immaginativo (la compositio loci), ritenendolo di grande aiuto per favorire la concentrazione dell'animo sul mistero.
È una metodologia, del resto, che corrisponde alla logica stessa dell'Incarnazione: Dio ha voluto prendere, in Gesù, lineamenti umani. È attraverso la sua realtà corporea che noi veniamo condotti a prendere contatto con il suo mistero divino...”
inoltre il Santo padre ci esortò così all’ascolto della Parola di Dio: Per dare fondamento biblico e maggiore profondità alla meditazione, è utile che l'enunciazione del mistero sia seguita dalla proclamazione di un passo biblico corrispondente che, a seconda delle circostanze, può essere più o meno ampio. Le altre parole, infatti, non raggiungono mai l'efficacia propria della parola ispirata. Questa va ascoltata con la certezza che è Parola di Dio, pronunciata per l'oggi e “per me”.
Accolta così, essa entra nella metodologia di ripetizione del Rosario senza suscitare la noia che sarebbe causata dal semplice richiamo di un'informazione ormai ben acquisita. No, non si tratta di riportare alla memoria un'informazione, ma di lasciar 'parlare' Dio….
L'ascolto e la meditazione si nutrono di silenzio. È opportuno che, dopo l'enunciazione del mistero e la proclamazione della Parola, per un congruo periodo di tempo ci si fermi a fissare lo sguardo sul mistero meditato, prima di iniziare la preghiera vocale. La riscoperta del valore del silenzio è uno dei segreti per la pratica della contemplazione e della meditazione….
Testo tratto da: San Giovanni Paolo II, Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, n. 21, 16 ottobre 2002. Fonte: sito ufficiale della Santa Sede. © Libreria Editrice Vaticana / Dicastero per la Comunicazione. Riproduzione a fini divulgativi e spirituali. Invito a leggere il testo integrale di San Giovanni Paolo II sui Misteri della Luce: Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, disponibile sul sito ufficiale della Santa Sede: Rosarium Virginis Mariae sul Santo Rosario (16 ottobre 2002). In questa pagina ne viene richiamato il contenuto nel rispetto della formulazione originale e del contesto magisteriale.
Pio XII lo ha definito “il compendio di tutto quanto il Vangelo”.
Infatti, il Rosario, come insegna San Paolo VI, trae dal Vangelo “l’enunciato dei misteri e le principali formule;
al Vangelo si ispira per suggerire, movendo dal gioioso saluto dell’Angelo e dal religioso assenso della Vergine, l’atteggiamento con cui il fedele deve recitarlo;
e del Vangelo ripropone, nel susseguirsi armonioso delle Ave Maria, un mistero fondamentale -l’incarnazione del Verbo - contemplato nel momento decisivo dell’annuncio fatto a Maria"
il Rosario, quindi, al ritmo della preghiera che eleviamo al nostro Padre ed alla nostra Madre Celeste, ci fa contemplare e meditare i misteri della vita di nostro Signore Gesù
Testi e riferimenti tratti da: Pio XII, Lettera all’Arcivescovo di Manila, citata in San Giovanni Paolo II, Angelus del 26 ottobre 1997, Angelus, 26 Ottobre 1997; e da San Paolo VI, Esortazione apostolica Marialis Cultus (2 febbraio 1974), n. 44, Fonti: sito ufficiale della Santa Sede. © Dicastero per la Comunicazione.
I brani sono richiamati nella loro formulazione originale per conservarne il senso, la forza espressiva e il contesto magisteriale. Si invita alla lettura dei testi integrali disponibili sul sito ufficiale della Santa Sede.
San Luigi Maria Grignon de Monfort parla del Rosario come di:
“un mistico alberello di rose, giunto dal cielo per essere piantato nel giardino della vostra anima... è purissimo e ben tenuto, esso porta tutto all’ordine e alla purezza; se lo si annaffia e lo si coltiva ogni giorno come si deve, cresce ad altezza così prodigiosa e si estende talmente che non soltanto non ostacola, ma custodisce e perfeziona tutte le altre devozioni…..Questa pianticella di rose è Gesù e Maria: nella vita, nella morte e nell’eternità”
Testo tratto da: San Luigi Maria Grignion de Montfort, Il segreto meraviglioso del Santo Rosario, Ed. Shalom - 2003. Brano riportato nella sua formulazione originale per conservarne il senso, la forza spirituale e il contesto devozionale.
Si invita alla lettura integrale dell’opera, nella quale San Luigi Maria Grignion de Montfort presenta il Rosario come cammino di contemplazione, conversione e affidamento a Gesù e Maria.
San Paolo VI "La Corona della Beata Vergine Maria, secondo la tradizione accolta dal Nostro Predecessore san Pio V e da lui autorevolmente proposta, consta di vari elementi, organicamente disposti:
a) la contemplazione in comunione con Maria di una serie di misteri della salvezza, sapientemente distribuiti in tre cicli, che esprimono il gaudio dei tempi messianici, il dolore salvifico di Cristo, la gloria del Risorto che inonda la Chiesa; contemplazione che, per sua natura, conduce a pratica riflessione e suscita stimolanti norme di vita;
b) l'orazione del Signore, o Padre nostro, che per il suo immenso valore è alla base della preghiera cristiana e la nobilita nelle sue varie espressioni;
c) la successione litanica dell'Ave, Maria, che risulta composta dal saluto dell'angelo alla Vergine e dal benedicente ossequio di Elisabetta, a cui segue la supplica ecclesiale Santa Maria. …..
d) la dossologia Gloria al Padre che, conformemente ad un orientamento comune alla pietà cristiana, chiude la preghiera con la glorificazione di Dio, Uno e Trino, dal quale, per il quale e nel quale sono tutte le cose.
Testo tratto da: San Paolo VI, Esortazione apostolica Marialis Cultus, n. 49, 2 febbraio 1974. Fonte: sito ufficiale della Santa Sede. © Dicastero per la Comunicazione. Brano riportato nella sua formulazione originale per conservarne il senso, la forza espressiva e il contesto magisteriale.
Si invita alla lettura del testo integrale dell’Esortazione apostolica Marialis Cultus, disponibile sul sito ufficiale della Santa Sede: Marialis Cultus (2 febbraio 1974)
San GIOVANNI XXIII “….è un modo eccellentissimo di preghiera meditata, costituito a guisa di mistica corona, in cui le orazioni del «Padre nostro», dell' «Ave Maria» e del «Gloria al Padre», si intrecciano alla considerazione dei più alti misteri della nostra fede, per cui viene presentato alla mente come in tanti quadri il dramma dell'incarnazione e della redenzione di Nostro Signore”
Testo tratto da: San Giovanni XXIII, Enciclica Grata Recordatio, 26 settembre 1959. Fonte: sito ufficiale della Santa Sede. © Dicastero per la Comunicazione. Brano riportato nella sua formulazione originale per conservarne il senso, la forza espressiva e il contesto magisteriale.
Si invita alla lettura del testo integrale dell’Enciclica Grata Recordatio, disponibile sul sito ufficiale della Santa Sede: Grata Recordatio (26 settembre 1959)